›› Agenda 21


Introduzione

Il concetto di AGENDA 21 nasce nel  giugno 1992 dalla conferenza di Rio de Janeiro nel corso della Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo.
Dalla conferenza nasce un documento “Agenda” con un ampio e articolato programma di azione sulle “cose da fare nel 21 secolo”. Costituisce una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile e contiene tutta una serie di azioni da intraprendere a livello sovranazionale, nazionale e locale, negli ambiti in cui la presenza umana ha impatti sull’ambiente.
Anche solo a scorrere l’indice degli argomenti si capisce quanto ampio e impegnativo sia il programma da mettere in atto per il 21 secolo.
Dopo la sottoscrizione da parte di più di 178 governi, nel dicembre dello stesso anno venne creata una commissione ad hoc denominata “commissione per lo sviluppo sostenibile” che aveva il compito di monitorare i progressi compiuti nel portare avanti gli obbiettivi elencati nel documento programmatico.

Gli ambiti di intervento

Gli ambiti in cui concentrare gli sforzi si rifanno a 4 grandi filoni:
1.  dimensione economica e sociale: povertà, sanità, ambiente, aspetti demografici, produzione;
2.  conservazione e gestione delle risorse: atmosfera, foreste, deserti, montagne, acqua, prodotti chimici, rifiuti;
3.  rafforzamento del ruolo dei gruppi più significativi: donne, giovani, anziani, Ong, agricoltori, sindacati, settori produttivi, comunità scientifica;
4.  mezzi di esecuzione del programma: strumenti scientifici, formazione, informazione, cooperazione internazionale, strumenti finanziari, strumenti giuridici.

Vengono anche indicati alcuni principi da perseguire per ottenere i migliori risultati in questi ambiti. Particolare rilevanza hanno i concetti di:
1. Corresponsabilità: c’è una visione condivisa e un’assunzione di responsabilità da parte dei diversi attori: mondo politico-mondo produttivo-cittadinanza.
2.   Governance: non c’è un’imposizione, ma una partecipazione aperta alle varie componenti sociali.
3.   Traversalità: la responsabilità di uno sviluppo sostenibile riguarda molti ambiti che devo interagire e collaborare fra loro.
L’obbiettivo era quello di far nascere a livello locale diverse realtà che si facessero carico degli impegni sottoscritti a livello globale.
Dopo 5 anni si tenne a Rio la conferenza Rio+5, con il compito di fare una revisione del cammino percorso, correggere eventuali errori e sottolineare ulteriormente gli impegni da portare avanti in maniera ancor più vigorosa.
A dispetto dei grandi proclami i risultati sono ancora ben lontani dall’essere soddisfacenti, ma molti governi anche in Africa si stanno muovendo per costruire gruppi di lavoro e dare seguito alle tesi enunciate nel ’92, ritenute, almeno nei proclami politici, imprescindibili per lo sviluppo di quei paesi in cui, ancora oggi, il reddito pro-capite medio è di poco superiore a 1 dollaro/die.


Agenda 21 per Uniamo le Mani Onlus

E adesso vediamo quello che Uniamo le mani si propone di realizzare per Agenda 21. Qui potete trovare il progetto aggiornato di Agenda 21 in Mozambico.

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